Sentiero Europeo E5 - due settimane intense
Simone Belliero è collaboratore Sportler in amministrazione a Bolzano. Pur svolgendo un lavoro tipicamente d'ufficio, ama le escursioni in montagna. Qui il suo racconto della sua avventura sul Sentiero Europeo E5.
Dopo una prima parte d'estate impegnati in diverse
uscite domenicali, il mio amico Laurent Giampa ed io ci
sentiamo pronti ed allenati per questa avventura e decidiamo pertanto di
affrontarla. Si tratta del cosiddetto Sentiero Europeo E5
(E5 Europaeischer Fernwanderweg), facente parte di ben 11
sentieri che attraversano per intero il nostro vecchio continente. L'E5 completo
parte dalle coste bretoni dell'Atlantico, per poi dirigersi verso sud,
attraversare le Alpi (Svizzera, Germania ed Austria) e terminare la sua corsa in
Italia segnatamente a Venezia, dopo ben 3.200 km.
Il
sentiero "moderno", invece, così come definito da Hans Schmidt,
nasce nella città di Costanza sull'omonimo lago e si spinge
fino a Verona, in quanto il tratto fino a
Venezia non è tuttora ben definito. La gran parte dei
camminatori si dedica al tratto
Oberstdorf-Merano, mentre i più arditi si concedono il più
lungo Bregenz-Bolzano. Noi, per non farci mancare proprio
nulla, decidiamo di andare oltre e compiere per intero il
sentiero E5 da Costanza a
Bolzano: che è poi il tratto più caratteristico e completo, per un
totale di ca. 300 km ed un dislivello in salita di più di
10.000 m ed in discesa di quasi 9.000
m.
A metà luglio cominciamo a fare sul serio, mettiamo nero su
bianco le varie tappe, avvalendoci di libricini, cartine ed internet; prenotiamo
i vari stop e compriamo quanto necessario alla nostra "sopravvivenza" (barrette
energetiche in primis, ma anche tipici strumenti utili in montagna/nei rifugi,
nonché un piccolo "pronto soccorso"): ovviamente partner di questo nostro
piccolo shopping è il negozio Sportler Alpin di Bolzano in Via dei Portici 37. Alla fine di questa fase di preparazione
nasceva questo programma, consistente in 13 giorni di cammino
e 2 di riposo.
Abbiamo cercato di indicare anche più informazioni utili a chi volesse
intraprendere questa avventura: i tempi di percorrenza sono quelli di un
"normale camminatore", ma sappiate che siamo sempre andati ben oltre, causa
fermate, piccoli riposi, richiesta informazioni ed alcune soste per puro
turismo.
Il giorno 30.07.09 lasciamo i 36°
di Bolzano, viaggiando in auto alla volta di
Innsbruck, che ci accoglie con i suoi 19,5° appena, ed un
robusto temporale. Alle 16.39 parte il treno che ci porterà a
Costanza
, città famosa
anche per il fatto di essere un po' in territorio tedesco, ed un po' in
Svizzera. Dormiamo presso la Pension Rose, purtroppo senza aver occasione di fare
cena: ci accontentiamo di due barrette ed andiamo a letto.
31.07 KONSTANZ
(GER) - ARBON (CH) 7ore, 28km
In mattinata
visitiamo la bellissima città di Costanza; poi verso le 13.30 individuiamo la
targhetta che indica l'inizio del sentiero presso i Giardini Comunali e sotto un
caldo sole partiamo alla volta della Svizzera. Per i prossimi tre giorni nostro
compagno di viaggio sarà il lago di Costanza
che dovremo mantenere costantemente alla nostra sinistra.
Notiamo durante il tragitto tantissime bandiere della Svizzera, ma non sappiamo
spiegarci il perché. Pernottiamo presso Bijoux am
Bodensee
01.08 ARBON (CH) - RHEINECK (CH) 5 ore, 18km;
dislivello 280 m
Festa della Svizzera: oggi ci dicono essere
l'800.esimo compleanno della Confederazione elvetica; noi continuiamo a
camminare, nonostante l'ancora gran caldo, le prime vesciche ai piedi ed il
notevole peso degli zaini che grava sulle nostre spalle. Pur rimanendo sempre
nelle vicinanze del lago (situato a ca. 400m slm), saliamo qualche collinetta
per ammirare dall'alto la vastità di questo specchio lacustre ed arriviamo
all'hotel Hecht
02.08 RHEINECK (CH) - BREGENZ (AUT) 6 ½ ore,
24 km
Il finale dell'odierna tappa ci porta a
visitare Bregenz in Austria, sempre sulle rive del Lago di
Costanza e famosa anche per le manifestazioni operistiche poste
su piattaforme galleggianti: visitiamo brevemente l'impianto (7.000 posti a
sedere), ma siamo purtroppo costretti a perderci l'Aida in
programmazione in quei giorni. Intanto il tempo è volto al peggio e piove non
poco. Alle 17:00 prendiamo un bus locale che ci porta a
Lingenau
a 685 m di altitudine dove soggiorniamo in una piccola pensione gestita
da un'anziana signora.
03.08 LINGENAU (AUT) - STAUFNER HAUS (GER) 6 ½
ore; dislivello 1.000 m in salita
Oggi inizia
per noi il vero E5, iniziano cioè i primi pendii. Ci alziamo ed
il tempo non promette granché, tant'è che di lì a poco inizia a piovere e poi
sempre di più: tutto il giorno una pioggia insistente che ci metterà a dura
prova. Attraversiamo la Bregenzerwald, molto caratteristica ma
purtroppo non possiamo goderne appieno la bellezza, visto il maltempo; sbagliamo
pure strada, prendiamo poi la Lecknertal e da lì è tutta
un'ascesa. A fine giornata, ci troviamo nuovamente in Germania
: arriviamo fuori
tempo massimo alla Staufner Haus posta a 1.634 m, ma nonostante questo
riusciamo a mangiare qualcosa di caldo. Io ho preso un po` troppa pioggia, tremo
tutto e non mi sento affatto bene. Anticipando quello che poi sarà, per fortuna
questo giorno rimarrà l'unico di pioggia.
04.08 STAUFNERHAUS (GER) - GUNZESRIED (GER)
8ore, 15 km; dislivello 850 m in salita, 750 m in discesa
Ci alziamo molto presto, perché oggi la giornata è di
quelle da bollino rosso: prevede infatti cinque ascese ed altrettante discese di
cime facenti parte della catena denominata Nagelfluhkette;
montagne di altezza media non molto elevata (la punta più alta è infatti
l'Hochgrat a 1.830m slm), ma che fatte tante volte ti spezzano
le gambe ed il ritmo. Rimaniamo in cresta per parecchio tempo e la vista
sull'area dell'Allgäu è sicuramente uno degli highlights della
nostra vacanza. Arriviamo distrutti a fondo valle al paese di
Gunzesried, ci rifocilliamo velocemente, poi ci facciamo
chiamare un taxi per Sonthofen
posta a 740 m, città più a sud della Germania, che però
non abbandoneremo ancora all'indomani. Alla sera ci concediamo l'unica uscita post cena
di tutta la vacanza, facendo un piccolo giro del centro. Pernottiamo al Löwen
05.08 SONTHOFEN (GER) - KEMPTNER HUETTE (GER)
7 ¾ ore; dislivello 1.100 m in salita
Un sole
caldo, forse come non mai, ci accompagna lungo il percorso pedo-ciclabile che
costeggia il fiume Iller: più di 12 km in piano diritti che sembrano non finire
mai. Contro la noia e la stanchezza ci facciamo aiutare dalla musica dei
nostri cellulari e da diverse soste nelle panchine adiacenti. Giungiamo finalmente
ad Oberstdorf a 814 m, probabilmente la cittadina più bella che abbiamo
incontrato e famosa per essere il centro federale tedesco di pattinaggio artistico
su ghiaccio e dove fino a poco fa si allenava anche la nostra Carolina
Kostner, nonché per il trampolino dove si svolgono alcune gare di
coppa del mondo di salto con gli sci. Visitiamo entrambe le
strutture, scattiamo le foto di rito e poi via per Spielmannsau a 983 m (30 min
di taxi). L'ascesa alla Kemptner Hütte ( 1.844m slm) è dura e molto tecnica,
con diversi passaggi delicati, ma al contempo molto affascinante.
06.08 KEMPTNER HUETTE
(GER) - MEMMINGER HUETTE (AUT) 9 ore; dislivello 1.300 m in
salita
Sostanziosa colazione, forse oggi più corposa del solito e poi via a
salire un centinaio di metri verso la Mädeljoch a 1.973 m slm,
poi discesa a valle e siamo già nuovamente in territorio austriaco, con
rinfrescante sosta nei pressi dell'impressionante cascata dal
nome Simmswasserfall ed arrivo ad Holzgau a
1.103 m. D'obbligo una limonata ed uno strudel di mele (di barrette non ne
possiamo oramai già più) e poi via per altre 5 ore di cammino (altro "errore di
rotta" e più di un km di strada fatta per nulla) in direzione Memminger
Hütte situata a 2.242 m slm. L'ultima ascesa poteva essere fatta
senza il peso degli zaini, ma ci capita un altro imprevisto: la
"Materialseilbahn", al nostro arrivo, è già da un'ora che non opera più;
troviamo altra gente che rinuncia per questo all'ascesa e decide per un pernotto
più a valle. A noi invece non ci ferma nessuno e nonostante la cocente
delusione, decidiamo di salire.
07.08 + 08.08 MEMMINGER HUETTE (AUT) - ZAMS
(AUT) 6ore; dislivello 350 m in salita, 1.800 m in discesa
Raggiungiamo subito di primo mattino lo Seescharte a
2.599 m slm (spettacolare) e poi giù in picchiata verso Zams
posta a 775 m; una discesa che ancor oggi facciamo difficoltà a dimenticare:
interminabile. Stanchi morti, ma felici, giungiamo al paese che ci ospiterà per
il nostro primo giorno di riposo: il giorno seguente visitiamo il vicino paese
di Landeck, facciamo scorta di altre barrette energetiche, in
quanto ne abbiamo consumate più del previsto e recuperiamo le forze con qualche
ora di sonno in più presso il Gasthof Kreuz
09.08 + 10.08 ZAMS (AUT) - MITTELBERG (AUT) 5
½ ore; dislivello 350 m in salita, 1.800 m in discesa
Prendiamo la cabinovia
Venetbahn che ci porta in poco tempo sul Venetberg -
Krahberg a 2.208 m; poi, nonostante un mio forte mal di testa e forse qualche
linea di febbre, a piedi verso il Glanderspitz a 2.513m slm e
poi nuovamente a valle al paese di Wenns a 982m. Attendiamo più
di un'ora il bus che attraverso la Pitztal ci porterà in località
Mittelberg posto a 1.734m. Altro giorno di riposo che
trascorriamo per metà a letto presso il Berghof Steinbock, causa pioggia.
Nel tardo pomeriggio, facciamo un po´ i turisti e prendiamo la Gletscherbahn
, una sorta di cremagliera che percorre uno stretto tunnel scavato nella
montagna e che ci porta a quota 2.840m; da lì pochi passi a piedi e poi con la
Pitz-Panoramabahn fino ai 3.440m slm da dove si possono apprezzare i maestosi
ghiacciai perenni e diverse imponenti cime (la più vicina è la
Wildspitze a 3.768m slm), ma in lontananza si vedono anche i
nostri Ortler e Piz-Bernina: davvero uno
spettacolo per gli occhi e per noi il primo assaggio di neve.
11.08 MITTELBERG (AUT) - ZWIESELSTEIN (AUT) 8
½ ore; dislivello 1.300 m in salita, 1.500 m in discesa
Di primo mattino saliamo verso la Braunschweiger
Hütte a 2.759 m, salita molto faticosa (forse il doppio riposo nel breve ci
ha fatto più male che bene) dalla quale si ha una vista mozzafiato e ravvicinata
sul ghiacciaio visto anche il giorno prima; poi, causa slavina, non possiamo
transitare per il Pitztaler Jöchl posto a 2.995m (il punto più
in alto previsto dall'E5). L'alternativa è allora rappresentata dal
Rettenbachjoch, forse, ma non possiamo saperlo, pure più
insidioso, che ci farà salire fino ai 3.014m di quota: un'ora di ascesa dal
rifugio che mette a dura prova i nostri nervi. Fa anche un po´ freddo ed i
passaggi pericolosi (tra cui alcune ferrate) si sprecano. La discesa non è da
meno e dobbiamo attraversare pure un lungo tratto di neve fresca. Siamo nelle
vicinanze di Sölden, che comunque non toccheremo ed ancora a
2.000 m di quota: riconosciamo le montagne che appaiono in lontananza davanti a
noi molto somiglianti alle nostre, tant'è che stasera sarà l'ultima notte in
terra austriaca. Giungiamo oramai quasi all'imbrunire e molto provati a
Zwieselstein a 1.472m, presso il Talherberge
Zwieselstein dopo un'ulteriore ripida discesa che in poco meno di un'ora ci
fa scendere di altri 600 m di quota.
12.08 ZWIESELSTEIN
(AUT) - MOSO (ITA) 6 ¾ ore; dislivello 1.200 m in salita, 1.500 m in
discesa
Giornata
caldissima in tutti i sensi anche quella odierna: ci aspetta l'ascesa del
Timmelsjoch a 2.509 m (passo Rombo) che segna il confine
austro-italiano. L'ultima delle tre ore di salita è particolarmente impegnativa,
ma l'aria di Italia ci mette le ali e superiamo pure questo ostacolo: scattiamo
bellissime foto dei monumenti artistici presenti sulla vetta a testimonianza di
un passato recente fatto di conflitti e guerre fortunatamente terminate e ci
buttiamo a capofitto a valle, a Moso in Passiria, dove ci
aspetta una doccia rigenerante presso il Gasthof
Lanthaler. Veramente stremati, ma siamo finalmente a casa.
13.08 MOSO (ITA) - RIF. PUNTA CERVINA (ITA)
7ore; 1.300 m in salita
Con un bus SAD delle 8:38, scendiamo fino a S.
Leonardo in Passiria a 693 m. Da qui salita verso la Pfandler
Alm posta a 1.380 m, camminando lungo un sentiero dedicato ad
Andreas Hofer, di cui quest'anno ricorre il bicentenario della
sua famosa battaglia per la libertà: breve ristoro e poi su fino a raggiungere
il rifugio Punta
Cervina/Hirzer Hütte, situato a 1.983 m di altitudine.
14.08 RIF. PUNTA CERVINA
(ITA) - RIF. MERANO (ITA) 6ore; dislivello 1.000 m in salita
Oggi ci aspetta l'ultima vera difficoltà: alle 10:30 ca. siamo già
sulla Punta Cervina/Hirzer a 2.781m slm; l'ultimo tratto di
pura roccia lo superiamo a stenti, causa stanchezza e mancanza di veri appigli
dove poter fare forza con gambe e braccia. Particolarmente in questa occasione,
ma già da qualche giorno, il mio compagno di viaggio da segni di cedimento: io,
i miei, non li avevo mai nascosti. Scendiamo il versante prendendocela
finalmente un po´ comoda ed arriviamo alla Meraner Hütte a 1.960 m nel primo
pomeriggio: abbiamo tutto il tempo per assaporare la quasi fine della nostra
avventura e per guardarci un po´ indietro.
15.08 RIF. MERANO
(ITA) - BOLZANO (ITA) 8 ore; dislivello 450mt in salita, 1.700 in
discesa
Giornata finale e chiamiamola "di trasferimento": saliamo comunque
ancora un di quota per un'ora e più, ma poi quando vediamo iniziare la discesa
capiamo che è veramente finita. A San Genesio, presso il locale Gasthof Edelweiß ci accolgono
festeggianti i nostri amici: pranzo e poi giù verso Bolzano dove terminiamo
definitivamente il nostro sentiero E5.
Sono state veramente
due settimane di intenso impegno fisico e mentale, certamente
una grande impresa che ci ha resi particolarmente orgogliosi di quanto fatto,
anche alla luce delle molte incertezze che accompagnavano la nostra partenza.
Una cosa è certa: dove non arrivano le gambe, entrano in gioco la mente e la
forza di volontà dell'uomo, che gli permettono di raggiungere risultati solo
impensabili.
Simone Belliero, Laurent
Giampa





